• Bike Cimi-Tevere

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Se preferisci intraprendere una visita “su due ruote” devi assolutamente partire da ORTE. Inizia il tuo percorso dalla rupe meridionale dell’abitato e visita la necropoli etrusca. Una volta attraversata la Necropoli di San Bernardino, sito archeologico di primaria importanza vincolato dal Ministero dei Beni Culturali, puoi giungere, attraverso un sentiero che offre una spettacolare veduta della città di Orte, all’Eremo semi rupestre della Trinità, struttura fondata nel pieno medioevo dall’abbazia di Farfa. Puoi anche arrivare, seguendo un percorso immerso nella natura, all’antico Porto di Seripola. Dal porto, seguendo un sentiero che costeggia la collina di Castiglioni, si accede al Castello Medioevale di Castiglioni di cui si conservano le torri, le fortificazioni, le cisterne e un edificio di culto probabilmente dedicato a Sant’Angelo. Dalla sommità del pianoro si gode di una ampia visibilità sulla valle di Lucignano, e quindi del lago Vadimone e sulle torri di avvistamento posizionate lungo la via Amerina.

Seguendo un percorso differente puoi permetterti di lambire il fondovalle della rupe di Orte e parte dalla Porta di Santo Cesareo, struttura medievale che ha visto, secondo tradizione, l’accesso del Generale Bizantino Belisario durante i conflitti con i Longobardi, e si snoda lungo i perimetri della rupe permettendo di osservare le colombaie rupestri, le case mura e i palazzi storici. Particolarmente suggestivo l’attraversamento della rupe in prossimità dell’acquedotto rinascimentale, punto da cui è possibile avvistare anche il cosiddetto ponte di Augusto sul Tevere e la Torre di avvistamento in località San Masseo.

Non ti resta che dirigerti verso BOMARZO ed addentrarti nella Riserva Naturale Monte Casoli. La riserva, istituita nel 1999 con la L.R. 30, si estende attualmente per 285 ettari. Oltre all’aspetto naturalistico l’intera zona riveste una notevole valenza dal punto di vista storico-archeologico. L’area, infatti, è ricca di testimonianze del passato, resti di insediamenti dell’epoca Etrusca, Romana e medioevale.

Esplorando SORIANO NEL CIMINO è possibile immergersi nel verde de La Faggeta, raro esempio di “Foresta vetusta” presente in Europa. Si tratta di un vero e proprio vulcano (conclude la sua attività circa 90.000 anni fa), tra i più antichi del Lazio ed è anche il più alto, superando i 1000 m di quota. Con una estensione di oltre 50 ettari, la faggeta è anche punto di arrivo di itinerari del CAI e luogo di scavi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Università Sapienza di Roma, nei periodi estivi, per la presenza della fortificazione perimetrale risalente all’età del bronzo (1150 a.C. circa). Il 7 luglio 2017 l’UNESCO ha dichiarato la Faggeta Vetusta dei Monti Cimini Patrimonio Naturale dell’Umanità, primo riconoscimento del genere mai concesso all’Italia per l’estrema rilevanza dei processi ecosistemici e biologici. Al limitare del bosco di faggi si trova la rupe tremante o sasso menicante, meglio conosciuto agli abitanti del posto come sasso naticarello, celebrato già da Plinio il Vecchio come “miracolo della natura” nel suo Naturalis historia. Consigliamo per una passeggiata immersi nella natura e nella storia, Fosso Castello, dove si possono ammirare suggestive cascate e giochi d’acqua che furono in grado di colpire la sensibilità di Pier Paolo Pasolini che la pensò come scenario ideale per la scena principale di “Il Vangelo secondo Matteo”.

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Video LIS

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    Faggeta Vetusta dei Monti Cimini

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    Castello de Castiglioni

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    Eremo della Santissima Trinità

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    La Necropoli di San Bernardino

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    Riserva Naturale Monte Casoli

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